Oman


Il Padiglione dell’Oman, che partecipa a ‘Towards a Sustainable Expo’ per la categoria di architettura sostenibile, porta in questa Esposizione Universale la fierezza dei suoi forti e delle sue montagne.

Dal punto di vista compositivo, altezze e impianto scenografico riproducono gli stilemi dell’architettura omanita rivisitandone le tecniche costruttive in funzione della temporaneità della struttura.
Il sito è composto di due corpi separati con una piazzetta nel mezzo. Lo spazio coperto è stato volontariamente ridotto al massimo.

L’Oman è uno dei territori del nostro pianeta in cui la scarsità del cibo ha rappresentato una sfida importante e ancora oggi deve far fronte alla scarsità d’acqua. Come illustrato nella mostra, in Oman hanno sperimentato una tecnica per ricavarla addirittura dalla nebbia.
L’acqua è sia un elemento scenico sia rappresentativo del Padiglione che ne celebra l’importanza; dal sistema agricolo, ai raccolti e al bestiame, tutto dipende da essa. Per questo all’entrata è esposta una meridiana che viene utilizzata tradizionalmente per il razionamento dell’acqua.

In un’ottica di sostenibilità, l’acqua utilizzata per il Padiglione è recuperata e messa in riciclo continuo per le fontane e gli elementi scenografici.

Inoltre, la struttura è in metallo certificato secondo gli standard Leed; la pavimentazione utilizza autobloccanti di cemento, riutilizzabili e l’intero Padiglione sarà recuperato per un 50% nelle parti esterne e per un 70% per la struttura.

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La copertura è fatta di sabbia stabilizzata e di ghiaia in sostituzione al tetto verde per coerenza rispetto al fatto che in Oman c’è poco verde. Il tetto comunque rispetta i parametri di sostenibilità stabiliti da Expo.